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1971, Island / Reprise
Blackpool / Luton, Inghilterra 
Produttore: Ian Anderson, Terry Ellis
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www.j-tull.com |
| Indiscusso capolavoro progressive, riff d’apertura distorto e copertina indimenticabili. Se vi capita di dedicare i vostri pensieri agli emarginati e alla morte vi sarà impossibile lasciarsi soltanto lambire dall’irruenza intelligente delle prime 6 tracce/caricature, gioielli sonori che scardinano la struttura della rock-blues song introducendo i famosissimi fiati ora giunti a piena maturazione. Provocante la mini-suite ‘My God’, bruciante satira sul tema della religione che introduce la seconda parte del disco, dichiaratamente “pro-Dio ma anti-Chiesa”. |
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1968, Reprise
Seattle, Washington, USA / London, Inghilterra 
Produttore: Jimi Hendrix
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www.jimihendrix.com |
| Ecco cosa succede quando droga e musica si combinano in modo eccellente. Non solo questo album è una pietra miliare in ambito rock, ma il terzo ed ultimo (siamo nel 1968, Hendrix entra tristemente nel ‘Club 27’) lavoro di Jimi primeggia portando l’EXPERIENCE al limite organico di psichedelia, blues, funk, r’n’r, r’n’b. In seguito all’abbandono del produttore e dei musicisti, il talento, ora svicolato, reinventa in un colpo solo tecniche, mix, cori e registrazione, perdendosi in indimenticabili jam session. |
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1970, Elektra
Ann Arbor, Michigan, USA 
Produttore: Don Gallucci
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myspace.com/iggyandthestooges |
| L’album che impone sulla scena musicale il gruppo di Iggy Stooge (che d’ora in poi sarà Pop), porta alla luce il vero e proprio punk rock. Questo secondo full length della band di Detroit sancisce la loro follia sterminata (“1970″), arricchita dai sussurri jazz del nuovo sassofonista Steve MacKay. All’epoca bistrattato, Funhouse mostra in modo spietato un lato oscuro della società della quale Pop & Co. sono gli orgogliosi alfieri; da notare i pezzi più lunghi che mirano a portare nelle registrazioni in studio la carica drogata espressa nei loro live. |
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2007, RCA
Columbia, Tennessee, USA 
Produttore: Ethan Johns, Angelo
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www.myspace.com/kingsofleon |
“Charmer” |
| Dopo i primi ottimi album Southern Rock, con questo terzo lavoro il gruppo di Nashville lascia stupiti per le attitudini espressive dei componenti. Post-punk, folk, classic rock, reggae partecipano alla creazione di un sound che sfugge alle definizioni: in piena ricerca artistica, tre fratelli e un cugino cavalcano sbrigliati oltre i confini del folk (“Knocked up”, “Trunk”), sostando su un rock pieno, a tratti aggressivo (“Charmer”) e strizzando l’occhio a quello radiofonico, assorbito in seguito all’esperienza di opener nel tour degli U2 (“Fans”). |
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2008, Demo
Lecce, Italia 
Produttore: Autoprodotto
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www.myspace.com/gatodemarmo |
| Una citazione della lynchiana “In Heaven” ci introduce nel purgatorio lisergico creato da questa band pugliese, dove liquide chitarre avvolgono con dense spirali vocals sofferenti (che gioverebbero di una maggiore cura nella post-produzione) e ritmiche ariose; non mancano i voltafaccia improvvisi che esplodono ora in cavalcate rock ora in inestricabili labirinti noise. Le molteplici influenze orgogliosamente ostentate producono un album pregno di risvolti mai risolti, lasciando l’ascoltatore interdetto, in bilico sul baratro della pazzia. |
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2008, Interscope
Los Angeles, California, USA 
Produttore: Daron Malakian
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www.myspace.com/scarsonbroadway |
“They Say” |
| Archiviate le discutibili prove vocali offerte negli ultimi due lavori dei System of a Down, Daron Malakian si lancia in un nuovo progetto che lo vede figurare come chitarrista e main vocalist, divertendosi a giocare con filastrocche anthemiche e orecchiabili, tra satira politica/religiosa e pazzia pura. Supportate da un John Dolmayan alle pelli come sempre impeccabile, le tracce scorrono velocemente mantenendosi sul filo dei 3 minuti ciascuna, fattore che giova enormente alla digeribilità di questo dischetto. Crea dipendenza! |
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www.myspace.com/demiansmusic |
Intervista a Nicholas Chapel |
| Un solo musicista, la costruzione di un impero musicale dove si mescolano sapientemente melodia, progressioni immaginifiche, riff graffianti e ritornelli catchy. Gli echi di Porcupine Tree e Riverside sono evidenti, ma la spazialità evocata da questo lavoro è notevole, e le sensazioni infuse da un sapiente uso delle dinamiche e dei crescendo rende questo album imprescindibile per gli amanti del genere. Lodato apertamente dallo stesso Steven Wilson, Nicholas Chapel entra di diritto tra i mastermind prog più quotati del momento. |
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2008, Nomota LLC / Frontiers
San Francisco, California, USA 
Produttore: Kevin Shirley
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www.journeymusic.com |
“Never Walk Away” live |
| Tornano sulla vetta dell’AOR i Journey, rinvigoriti dall’arrivo di Arnel Pineda, impressionante vocalist filippino che sostituisce Steve Perry senza incertezze. Le nuove canzoni sono pregne di melodia e pomposità tipica del combo californiano, con un Deen Castronovo al solito senza macchia. Stupisce la freschezza di questa band, ancora in grado di scuotere le platee: proprio per loro, i fan, il secondo cd contiene 11 cover di successi del passato, suonati dalla nuova formazione. Una sorprendente rivelazione per vecchi e nuovi sostenitori. |
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2007, Fueled by Ramen
Franklin, Tennessee, USA 
Produttore: David Bendeth, John Janick
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www.myspace.com/paramore |
“Misery Business” |
| Power pop? Essenzialmente sì, inni da cantare a squarciagola, dedicati ai ragazzini 13enni, con una produzione stellare a fare da contorno. Ma i Paramore non sono solamente le energiche melodie vocali intrecciate da Hayley Williams, arancio crinita frontwoman tutto pepe, bensì una band fondata sui fratelli Farro, chitarra e batteria capaci di comporre con completezza, nonostante la giovane età. I paragoni con Avril Lavigne sono inevitabili, ma la genuinità di questa proposta vince sul preconfezionamento della ribelle canadese. |
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2008, Island
New Jersey, USA 
Produttore: Billy Howerdel, Danny Lohner, Alan Moulder [M]
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| www.myspace.com/ashesdivide |
| L’evoluzione del progetto A Perfect Circle rinasce dal fondatore/chitarrista e qui anche cantante Billy Howerdel, che si circorda di strumentisti di pregio (tra cui gli ex-APC Josh Freese e Paz Lenchantin, nonchè Devo, il figlio 13enne di Maynard Keenan). Le vocals, così come l’atmosfera malinconica e i riff rabbiosi sono traghettati dal passato: i pezzi del puzzle perfetto insomma ci sono tutti. Le canzoni tendono ad esplosioni sussurrate rispetto al Cerchio Perfetto e, a parte un piccolo intoppo (“Defamed”), si mantengono su standard pregevoli. |
(continua…)
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