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1971, Island / Reprise
Blackpool / Luton, Inghilterra 
Produttore: Ian Anderson, Terry Ellis
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www.j-tull.com |
| Indiscusso capolavoro progressive, riff d’apertura distorto e copertina indimenticabili. Se vi capita di dedicare i vostri pensieri agli emarginati e alla morte vi sarà impossibile lasciarsi soltanto lambire dall’irruenza intelligente delle prime 6 tracce/caricature, gioielli sonori che scardinano la struttura della rock-blues song introducendo i famosissimi fiati ora giunti a piena maturazione. Provocante la mini-suite ‘My God’, bruciante satira sul tema della religione che introduce la seconda parte del disco, dichiaratamente “pro-Dio ma anti-Chiesa”. |
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2008, Indie Recordings
Haugesund, Norvegia 
Produttore: Joe Barresi [Mix], George Marino [Master]
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www.myspace.com/enslavedmusic |
“The Watcher” |
| Fragilità e forza umana, simbolicamente racchiuse nel tessuto osseo che forma una vertebra, rappresentano le fondamenta del 10° album di casa Enslaved. La deriva progressive di Isa e Ruun viene qui elevata all’ennesima potenza, evocata in sognanti atmosfere Settantiane, esplicitata in malinconici cori e assoli dal sapore Pink Floydiano. Isocrone, le parti più tirate a base di blast beats e growls, innescano un processo di ibridazione che può riuscire solo ad una grande band, una sorta di viaggio con gli Yes nello Spazio cosmico. |
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2008, Century Media
Appleton, Wisconsin, USA 
Produttore: Neil Kernon
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www.myspace.com/jeffloomis |
| Intenso, imperioso, travolgente. Il chitarrista di Sanctuary e Nevermore corre a briglia sciolta nelle praterie del guitar shredding porgendo a suo modo tributo ai signori dello strumento, quali J. Becker, Y. Malmsteen, M. Friedman. Ciò che impressiona in questi 54 minuti di progressioni apocalittiche è l’abilità nel non annoiare, raccontando un’avventura musicale di senso compiuto, senza mai scadere nel mero show-off fine a se stesso: Loomis non è un semplice solista ma un compositore a tutto tondo. Ospiti speciali: Ron Jarzombek e Pat O’Brien. |
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2006, Candlelight
Oxfordshire, Inghilterra 
Produttore: Brett Caldas-Lima
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www.myspace.com/tomeraband |
“Blood” |
| Trascendere partiture progressive graziandole con una voce femminile gothicheggiante non è certo una passeggiata, ma la promessa contenuta nel titolo dell’album rispecchia l’impresa di questa band ungaro-britannica (la vocalist Julie Kiss è ungherese). La scelta di un moniker egizio (“La Terra della Piramide”) incide sulle parti più atmosferiche, mentre l’elevata tecnicità della proposta viene spezzata da inaspettati interludi jazz. Un fiore del deserto che saprà farsi trovare solo da chi non si spaventa davanti un ascolto tortuoso. |
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www.myspace.com/demiansmusic |
Intervista a Nicholas Chapel |
| Un solo musicista, la costruzione di un impero musicale dove si mescolano sapientemente melodia, progressioni immaginifiche, riff graffianti e ritornelli catchy. Gli echi di Porcupine Tree e Riverside sono evidenti, ma la spazialità evocata da questo lavoro è notevole, e le sensazioni infuse da un sapiente uso delle dinamiche e dei crescendo rende questo album imprescindibile per gli amanti del genere. Lodato apertamente dallo stesso Steven Wilson, Nicholas Chapel entra di diritto tra i mastermind prog più quotati del momento. |
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2008, Roadrunner
Stockholm, Svezia 
Produttore: Mikael Åkerfeldt, Jens Bogren
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| www.myspace.com/opeth |
| La separazione da due musicisti del calibro di Peter Lindgren e Martin Lopez. La netta scissione che esalta le due anime della band, quella acustica/prog e quella esplicitamente death. In una parola, Watershed. La svolta è presente nel tocco più esplicitamente death di Martin Axenrot e nell’inserimento per la prima volta di una voce femminile nel pezzo di apertura; siamo in assoluto al cospetto di un altro oscuro grande album fabbricato certosinamente da Mikael Åkerfeldt, che aggiunge poco alla discografia degli Opeth, ma lo fa con gran classe. |
(continua…)
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2007, Beyond Productions
Genova, Italia 
Produttore: Sadist
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| www.myspace.com/sadistribe |
| Una reunion attesa da molti anche al di fuori del suolo italico, sancita con un granitico album che recupera la tradizione death metal degli anni ‘90, mischiandola con un modo di comporre tipicamente progressivo, finezze jazzistiche, un retrogusto mediterraneo/mediorientale nelle strumentazioni (compaiono sitar, mandolini, bouzouki), amplificato nei godibilissimi break strumentali. La produzione eccellente è opera dei Nadir Studios, proprietà del chitarrista/tastierista Tommy Talamanca. Bentornati! |
(continua…)
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2008, InsideOut Music
Paesi Bassi 
Produttore: Arjen Lucassen
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| www.myspace.com/ayreonauts |
Una grande selezione di artisti da tutto il mondo metal, ancora una volta, costituisce la tavolozza che Arjen Lucassen utilizza per preparare il nuovo capitolo della propria epopea musicale. Purtroppo nonostante le voci da brivido prese in prestito, non è arrivato il capolavoro. Il polistrumentista olandese si è divertito a fare il pasticcione, sfornando un doppio album in cui le composizioni -troppo prolisse- sono tutto tranne che indimenticabili. Peccato davvero. Notevoli le partecipazioni: strumentisti, cantanti e le Arjen’s Angels: 1 e 2.
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(continua…)