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1971, Island / Reprise
Blackpool / Luton, Inghilterra 
Produttore: Ian Anderson, Terry Ellis
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www.j-tull.com |
| Indiscusso capolavoro progressive, riff d’apertura distorto e copertina indimenticabili. Se vi capita di dedicare i vostri pensieri agli emarginati e alla morte vi sarà impossibile lasciarsi soltanto lambire dall’irruenza intelligente delle prime 6 tracce/caricature, gioielli sonori che scardinano la struttura della rock-blues song introducendo i famosissimi fiati ora giunti a piena maturazione. Provocante la mini-suite ‘My God’, bruciante satira sul tema della religione che introduce la seconda parte del disco, dichiaratamente “pro-Dio ma anti-Chiesa”. |
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2008, Indie Recordings
Haugesund, Norvegia 
Produttore: Joe Barresi [Mix], George Marino [Master]
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www.myspace.com/enslavedmusic |
“The Watcher” |
| Fragilità e forza umana, simbolicamente racchiuse nel tessuto osseo che forma una vertebra, rappresentano le fondamenta del 10° album di casa Enslaved. La deriva progressive di Isa e Ruun viene qui elevata all’ennesima potenza, evocata in sognanti atmosfere Settantiane, esplicitata in malinconici cori e assoli dal sapore Pink Floydiano. Isocrone, le parti più tirate a base di blast beats e growls, innescano un processo di ibridazione che può riuscire solo ad una grande band, una sorta di viaggio con gli Yes nello Spazio cosmico. |
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myspace.com/cradleoffilth |
“Honey and Sulfur” |
| Riemergono dal profondo degli inferi i Vampiri inglesi, nel 10° anniversario di Cruelty and The Beast, non a caso con un concept album, incentrato sulla figura del primo serial killer che abbia orribilmente segnato con le sue nefandezze la storia, Gilles de Rais. Le orchestrazioni avvolgono con vellutata inevitabilità il sodato riffing di Paul Allender e le urla sgraziate di Dani Filth, annunciatrici delle catastrofi incombenti; Martin Skaroupka riesce nell’operazione di rinfrescare le partiture percussive, rimpiazzando ottimamente Adrian Erlandsson. |
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1968, Reprise
Seattle, Washington, USA / London, Inghilterra 
Produttore: Jimi Hendrix
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www.jimihendrix.com |
| Ecco cosa succede quando droga e musica si combinano in modo eccellente. Non solo questo album è una pietra miliare in ambito rock, ma il terzo ed ultimo (siamo nel 1968, Hendrix entra tristemente nel ‘Club 27’) lavoro di Jimi primeggia portando l’EXPERIENCE al limite organico di psichedelia, blues, funk, r’n’r, r’n’b. In seguito all’abbandono del produttore e dei musicisti, il talento, ora svicolato, reinventa in un colpo solo tecniche, mix, cori e registrazione, perdendosi in indimenticabili jam session. |
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1970, Elektra
Ann Arbor, Michigan, USA 
Produttore: Don Gallucci
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myspace.com/iggyandthestooges |
| L’album che impone sulla scena musicale il gruppo di Iggy Stooge (che d’ora in poi sarà Pop), porta alla luce il vero e proprio punk rock. Questo secondo full length della band di Detroit sancisce la loro follia sterminata (“1970″), arricchita dai sussurri jazz del nuovo sassofonista Steve MacKay. All’epoca bistrattato, Funhouse mostra in modo spietato un lato oscuro della società della quale Pop & Co. sono gli orgogliosi alfieri; da notare i pezzi più lunghi che mirano a portare nelle registrazioni in studio la carica drogata espressa nei loro live. |
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2008, Candlelight
Finlandia 
Produttore: Dan Swanö
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myspace.com/omniumgatherum |
“Nail” |
| Cospicue le infiltrazioni presenti nel quarto full length della band finlandese, tanto che gli stessi musicisti faticano a trovare la propria identità; se la partenza ha molto da spartire con le sonorità neo-classiche dei conterranei Children of Bodom, presto la melodia del death svedese si impadronisce della scena, per lasciare a sua volta il posto a rallentamenti di stampo gothic e atmosfere ammalianti. In ogni circostanza le composizioni sono accattivanti, trainate da un guitar work incisivo e immediato, e da una produzione cristallina e potente. |
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2007, RCA
Columbia, Tennessee, USA 
Produttore: Ethan Johns, Angelo
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www.myspace.com/kingsofleon |
“Charmer” |
| Dopo i primi ottimi album Southern Rock, con questo terzo lavoro il gruppo di Nashville lascia stupiti per le attitudini espressive dei componenti. Post-punk, folk, classic rock, reggae partecipano alla creazione di un sound che sfugge alle definizioni: in piena ricerca artistica, tre fratelli e un cugino cavalcano sbrigliati oltre i confini del folk (“Knocked up”, “Trunk”), sostando su un rock pieno, a tratti aggressivo (“Charmer”) e strizzando l’occhio a quello radiofonico, assorbito in seguito all’esperienza di opener nel tour degli U2 (“Fans”). |