In occasione dell’uscita del 9° studio album della band statunitense, abbiamo deciso di dedicare una meritata antologia ai mostri sacri del thrash metal, originatosi nella Bay Area di San Francisco all’inizio degli anni ‘80. L’antologia ripercorre le tappe in studio fondamentali, saltando le pur importanti raccolte di cover (
Garage Days Re-Revisited /
Garage Inc.) e gli album live (quali
Live Shit: Binge & Purge e
S&M).
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James Hetfield ][ voce, chitarra
Lars Ulrich ][ batteria
Kirk Hammet ][ chitarra, back vocals
Robert Trujillo ][ basso
Jason Newsted ][ basso (1986-2001)
Cliff Burton ][ basso (1982-1986) † R.I.P.
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Le seguenti mini-recensioni sono liberamente e senza consenso tratte, tradotte e adattate da
All Music, tranne le recensioni di St. Anger (opera di metallic4xel) e di Death Magnetic (opera di PartyAnimal) Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi proprietari.
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1983, Megaforce
Produttore: Paul Curcio, Johny Zazula
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| La vera nascita del thrash. Qui i Metallica fondono l’intricato riffing della scena NWOBHM e di band quali Judas Priest e Iron Maiden con la velocità dei Motorhead e dell’hardcore punk. Il guitar work ritmico di James Hetfield setta nuovi standard di potenza, precisione e resistenza, ma lo stesso discorso vale per gli altri membri della band. L’ex membro Dave Mustaine ha collaborato alla stesura di 4 pezzi. Spaventoso, imponente e assolutamente implacabile, Kill ‘Em All è pura potenza distruttiva, eseguita con livelli di precisione scientifica da mascella a terra. |
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1984, Megaforce / Elektra
Produttore: Metallica, Flemming Rasmussen
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| Incredibilmente ambizioso per essere arrivato appena un anno dopo il debutto, quest’album vede i Metallica espandere aggressivamente le proprie tecniche di composizione e lo spettro di espressioni. Ogni traccia tenta nuove vie, e ogni esperimento ha successo: dalle epopee progressive ai concisi e tiratissimi pezzi groove-oriented, fino agli inserti acustici. Innovativi sono anche alcuni passaggi che colorano efficacemente le composizioni, dalla intro pseudo-classicheggiante di “Fight Fire With Fire” fino alla conclusiva strumentale da 9 minuti “The Call of Ktulu”. Se Kill ‘Em All era il manifesto, Ride The Lighting è la rivoluzione stessa. |
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1986, Elektra
Produttore: Metallica, Flemming Rasmussen
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| Osannato come un capolavoro anche da critici ben lontani dall’essere metal fan, Master Of Puppets rappresenta un raffinamento delle passate innovazioni. Sia tematicamente che musicalmente, le canzoni sono maggiormente unificate; tutto è elevato a proporzioni epiche. La paura dell’oppressione fa capolino in ogni traccia, ora sotto forma di autorità ipocrite, ora desideri umani incontrollabili e, in uno stile Lovecraftiano, a volte mostri. La band regna trionfante attraverso un sound brutale e cattivo. Alcuni l’hanno definito il miglior album di heavy metal mai registrato. Se non lo è, ci va certamente vicino. |
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1988, Elektra
Produttore: Metallica, Flemming Rasmussen
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| L’aspetto che immediatamente colpisce del primo album senza Cliff Burton (sostituito qui da un quasi inudibile Jason Newsted) non è la crescente sofisticazione delle composizioni o l’apocalittico ritratto di una società decaduta, ma la produzione piatta e ridotta all’osso. Le chitarre zanzarose e i suoni tutto attacco della batteria oscurano alcuni dettagli sonici, ed è un peccato visto che questo è il disco più complesso ed ambizioso sfornato dai Metallica. Ogni canzone è una suite espansa, con solo 2 su 9 tracce sotto ai 6 minuti; la difficoltà nel riprodurle dal vivo convinse la band ad una revisione della strada intrapresa. |
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1991, Elektra
Produttore: Bob Rock, James Hetfield, Lars Ulrich
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| Dopo la fangosa produzione di AJFA e le sue ipercomplicate strutture, i Metallica decisero di aver portato gli elementi progressivi della propria musica al limite, e che fosse arrivato il momento per una semplificazione e ottimizzazione del sound. Ciò presentò anche l’occasione per commercializzare la loro musica. Incaricato di rimodellare la creatura Metallica fu nel bene e nel male Bob Rock, fautore di una produzione cristallina, che fece esplodere nella musica mainstream singoli del calibro di “Enter Sandman” e “Nothing Else Matters” tra gli altri. Una svolta che non smette di far discutere i fan. |
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1996, Elektra
Produttore: Bob Rock, James Hetfield, Lars Ulrich
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| Giunto ben 5 anni dopo il “black” album, questo disco cattura i Metallica in un difficile periodo di maturazione. Ancora sotto la guida di Bob Rock, i Metallica perpetuano nella semplificazione del proprio sound, tagliando gli sviluppi compositivi, i tempi dispari e i riff ultra veloci; nel contempo alla tavolozza vengono aggiunte sonorità country-rock e ballate trascinate dell’arena rock anni ‘70. Quel che resta è un heavy metal lucidato e deludentemente dritto. 80 minuti, questa la durata dell’album e questo il tempo dopo il quale lo stesso tempo musicale portato nella stessa maniera iniziare a stancare. |
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1997, Elektra
Produttore: Bob Rock, James Hetfield, Lars Ulrich
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| Durante il tour di Load, i Metallica ebbero la possibilità di ultimare molte delle canzoni escluse dal loro ultimo lavoro, nonchè di scriverne di nuove. In breve ebbero abbastanza materiale per un nuovo album, Reload. Per essere il sequel di Load c’è ancora molto heavy Southern rock, ma anche sufficienti curve per farne un disco migliore. L’album assume a tratti un’atmosfera inquietante mai raggiunta nel predecessore e riesce a far dimenticare episodi che non funzionano così bene. La magistrale chiusura affidata a “Fixxxer” e una manciata di pezzi spingono l’album a poter essere considerato interessante. |
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2003, Elektra
Produttore: Bob Rock, Metallica
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| Una rabbiosa catena arrugginita di tracce avvinghiata su se stessa: un fumoso garage, un rullante penetrante, chitarre drop-tuned e assoli negati dalle dita di Hammet e Hetfield. Lo sforzo è notevole e ne esce un risultato tumultuoso, difficile da comprendere al primo ascolto; il DVD “Some Kind of Monster” ci da la chiave di lettura probabilmente corretta: il disco rispecchia il momento tempestoso e tormentato della band, lo strappo Newsted (sostiuito qui dallo stesso Bob Rock), l’alcool… Sarà questo lo slancio per rialzarsi dal fondo del barile? |
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| Dalla tomba alla resurrezione, dal suicidio alla redenzione. La più disperata e sincera ricerca delle proprie radici thrash, inevitabilmente filtrata attraverso le mani di musicisti ormai ultra 40enni, fa sì che l’ascoltatore abbia l’illusione di poter scappare incolume, per poi venire fagocitato senza pietà e incatenato a riff spezza collo, composizioni serpeggianti e assoli proporzionati al passato glorioso dei Four Horsemen. Un ritorno alla forma, nonostante i problemi in fase di produzione, che aggiunge al retaggio Metallica nuovi pezzi già di fatto classici. |
“…signori, questa è la storia, grande rispetto ai mostri sacri!…”