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2008, INO / Columbia
San Diego, California, USA 
Produttore: Jay Baumgardner, P.O.D.
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| www.myspace.com/payableondeath |
| Eccellente ritorno per i P.O.D., che lasciano Atlantic e ritrovano Marcos Curiel, chitarrista nel bene o nel male artefice del successo internazionale ai tempi di Satellite. Poche sfumature nu metal e reggae colorano un album raffinato, costellato da inaspettate ballad e altrettanto sorprendenti inserti hardcore-punk. Il muro sonoro tipico delle passate hit risulta parzialmente slavato ma senz’altro godibile. Non mancano i guest storici, Mike Muir (Suicidal Tendencies) in “Kaliforn-Eye-A” e Page Hamilton (Helmet) in “God Forbid”. |
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| www.myspace.com/protestthehero |
| Perfezionata la già notevole alchimia strumentale, ai giovani PtH mancava solamente la capacità di raccontare una storia senza perdere il filo del discorso; e lo fanno in Fortress, dividendo le 10 tracce in 3 movimenti, evocando l’ascesa e la caduta del culto di una divinità femminina con epica intensità. Un disco da gustare intero, come ogni concept-album che si rispetti, ma ricco di gemme estrapolabili dal contesto. Ospiti d’eccezione, il tastierista dei Dragonforce in “Limb From Limb” e Ceci, la micia (!) del produttore in “Wretch”. |
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2008, Napalm Records
Germania / Norvegia 
Produttore: Alexander Krull, Midnattsol
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| www.myspace.com/midnattsolfolk |
| Atteso dopo il scintillante debutto, torna il “Sole di Mezzanotte”, guidato dalla sorella di Liv Kristine, Carmen Elise Espenæs. Questa volta il folk è ridotto ai minimi termini e l’oscurità prende il sopravvento; le vocals, a fronte di una maggior tecnica acquisita dalla giovane frontwoman, si spingono in territori operistici. L’album scorre senza intoppi, peccando forse in monotonia, considerata anche la lunghezza media dei pezzi: manca una killer track e un pizzico di originalità. Malgrado ciò, il disco continua a girare nel lettore. |
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2008, Nuclear Blast / Koch
Gothenburg, Svezia 
Produttore: In Flames, Roberto Laghi & Daniel Bergstrand
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| www.myspace.com/inflames |
| I colori entrano di prepotenza nel mondo degli In Flames, e lo si evince non solo dall’inusuale artwork: sono indubbiamente “loro” a suonare, mentre la produzione, oltremodo pulita e calda, si adagia tra le uscite rock contemporanee. Anders Fridén predilige il pulito, pur non rinunciando completamente al proprio trademark growl, ma la trasmutazione della sua band è evidente, in una accezione snaturante. Eppure ci avevano avvisato: “The Mirror’s Truth” è proprio il ribaltamento del contenuto dell’album. Sciatto. |
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| www.tobiassammet.com |
| Il terzo capitolo del progetto Avantasia sancisce la rottura dalla Metal Opera intraprendendo una direzione sfacciatamente rock (svolta predetta peraltro dal nuovo corso in casa Edguy): ed ecco a dar man forte al vocalist teutonico nomi del calibro di Eric Singer (KISS) alla batteria e Alice Cooper tra le voci (gli altri guest sono comunque notevoli, in primis Jørn Lande e Amanda Sommerville). Tra ballad romantiche, cavalcate anthemiche e reminiscenze power, l’album si rivela palesemente ruffiano, ma ricco di hook a cui è arduo sottrarsi. |
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| www.myspace.com/chimaira |
| Che rabbia! Rotte le catene che la bloccava in casa Roadrunner e ritrovato alle pelli un ispiratissimo Andols Herrick, la Bestia ancestrale esplode con veemenza, infilando pezzi killer da cima a fondo della polposa tracklist. Inusitati squarci atmosferici (a tratti Filthiani) impreziosiscono i violenti riff thrash, sormontati dalle tiratissime corde vocali di un Mark Hunter inviperito come non mai. Un solo passo falso (”Killing the Beast”), ottimamente controbilanciato dalla suite di 10 minuti “Six” e da una produzione serratamente ultra-moderna. |
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2008, Victory
Worchester, Massachusetts, USA 
Produttore: Jason Suecof, Bury Your Dead
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| www.myspace.com/buryyourdead |
| Come, già finito? Il quintetto statunitense ha fuso in poco più di 30 minuti brutalità hardcore e melodia metal con una precisione tecnica encomiabile. Breakdown a non finire intrecciati con refrain catchy (ma mai scontati) costituiscono la base dell’album che stupisce per incisività e qualità della proposta. Il nuovo vocalist unisce ad uno screaming al vetriolo (basti ascoltare l’incipit dell’album) la capacità di aprire verso lidi meno intensi; alla console il prodigio Jason Suecof spedisce in orbita il sound della band. |
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2008, Nuclear Blast
Umeå, Svezia 
Produttore: Meshuggah
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| www.myspace.com/meshuggah |
| Brucia… bruciano lentamente i neuroni… e sanguina… sanguinano inesorabilmente i timpani. Si viaggia senza alcun riferimento temporale, si entra in una catalessi nel contempo mistica e orribilmente psicotica. La pazzia è sprigionata in un susseguirsi chirurgicamente calibrato di metriche da internamento, distorsioni lancinanti e latrati idrofobici. Osceno. Meditativo. Fondamentalmente il miglior disco da 10 anni a questa parte dai maestri del genere, ma anche il più facilmente assimilabile. Annichilente. |
(continua…)